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Nel 1816 le Marche entravano ufficialmente a far parte del Regno d'Italia. Alle sei delegazioni pontificie ricostituitesi nel periodo successivo alla Restaurazione si sostituirono i dipartimenti del Metauro, del Musone e del Tronto. L'11 luglio, alla notizia della coscrizione obbligatoria ordinata dal papa, si verificarono fenomeni di insorgenza nell'ascolano, ad Apiro, Sanseverino, Cingoli, Fabriano, Fermo, Montegiorgio e nello stesso Loro. Contro gli insorgenti furono inviate quattro compagnie del XXIX° fanteria che sedarono ben presto ogni tumulto.
Il 12 febbraio 1828 Loro, pur rimanendo sotto la diocesi fermana, passò dalla Delegazione di Fermo ed Ascoli a quella di Macerata e Camerino. Separandosi dal Governo di Mogliano, cui era stato unito dal 1821, divenne una Podesteria soggetta al Governo di S.Ginesio. Il paese ottenne finalmente la facoltà di eleggere podestà del luogo.
L'11 febbraio 1831 accorsero a Macerata numerosi rivoluzionari di comuni limitrofi che intendevano abbattere il governo pontificio con una generale sollevazione di popolo; alcuni loresi si unirono ai 120 volontari giunti da Belforte, Caldarola, Cingoli, Civitanova, Fabriano, Montolmo, Morrovalle, Petriolo, S.Ginesio, Sassoferrato e Treia per partire alla volta di Roma. Era il periodo della diffusione delle idee della Giovane Italia ma anche di un interminabile ciclo di carestie che nel 1835 sarebbe culminato in una epidemia di colera.
Tra il 25 ed il 30 settembre 1846 scoppiò nella bassa Romagna un'insurrezione contro il governo pontificio i cui responsabili erano ricercati anche in territorio marchigiano. Le rigide restrizioni che regolavano la vita civile dei centri della Marca sembrarono attenuarsi con l'elezione di Pio IX, salito al soglio pontificio il 16 giugno 1846. I loresi parteciparono ai festeggiamenti tenutisi a Macerata il 15 ed il 16 agosto tra l'entusiasmo generale suscitato dai provvedimenti presi dal nuovo pontefice. Il paese procedeva verso una lenta e difficile ripresa economica che si accompagnava ad un significativo incremento demografico (da 2830 anime nel 1828 a 4000 nel decennio successivo).
Il 1° gennaio 1849 Garibaldi arrivò a Macerata, dove il 21 dello stesso mese si tennero le elezioni per la Costituente. Alla notizia che gli Austriaci erano entrati in città per restaurarvi il dominio pontificio, i componenti della guardia civica lorese, fieramente decisi a salvare ad ogni costo l'Albero della Libertà, emblema della rivoluzione repubblicana, si scontrarono con i reazionari del paese ed i contadini da essi sobillati.
Nel novembre del 1853 ci fu un generale rialzo dei generi di consumo. Si tessevano intanto nelle Marche le fila di un'ampia trama mazziniana che nel mese di gennaio portò alla costituzione di un reggimento di 690 unità destinate ad appoggiare l'insurrezione che da Milano doveva propagarsi in tutto la penisola. Soldati loresi avrebbero dovuto far parte della terza compagnia del primo battaglione capitanato dal comandante Cesare Latini di Mogliano insieme ad uomini di Mogliano, Montegiorgio, Montappone, Pausula, Petriolo ed Urbisaglia. Nel febbraio le speranze dei patrioti svanivano miseramente all'annuncio dei numerosi arresti ordinati dalla polizia pontificia in Ancona.
Nel 1855 si verificò una terribile epidemia di colera che provocò 119 vittime.
Piuttosto scarse sono le notizie riguardanti gli anni che precedettero l'Unità d'Italia.
Gendarmi pontifici furono di passaggio in territorio lorese dal secondo semestre del 1857 al primo semestre 1858. Il 5 giugno 1859 partì da Loro il distaccamento del Governo Pontificio che si unì alla Brigata del Governo di S.Ginesio.
Il 22 novembre 1860 le Marche furono ufficialmente annesse al Regno d'Italia.
Il periodo postunitario si apriva sotto la luce diafana dei lampioni con lucignoli di fustagno che dal 1861 furono impiantati lungo le vie del centro storico per evitare furti e risse. Il 6 gennaio 1861 una folla festante si raccolse davanti al porticato del palazzo comunale, dove si trovava sin dal 1855 la bottega del caffé, per l'inaugurazione della bandiera tricolore.
Con dispaccio del 16 luglio 1863 la Regia Prefettura comunicò che si doveva cambiare nome al comune affinché questo non fosse confuso con altri del Regno. Il 14 novembre dello stesso anno il consiglio votò all'unanimità la proposta di aggiungere “Piceno” a Loro.
Il 1864 segnò l'inizio delle prime feste che avrebbero rallegrato per vari anni la vita del paese.
Il 14 marzo si festeggiò il compleanno di sua Maestà Vittorio Emanuele II con 101 colpi di mortari all'alba ed un concerto in piazza, il 5 giugno fu celebrata la festa dello statuto con polvere da sparo, fuochi d'artificio ed un globo aerostatico.
Il 25 settembre infine la Società Filarmonica, costituitasi nel 1858, tenne una festa da ballo nella sala municipale, mancando ancora un edificio da destinare a pubblico teatro. Nel dicembre del 1865 nacque la Società Filodrammmatica.
Numerose furono i cambiamenti che riguardarono le proprietà ecclesiastiche. Con decreto del 24 ottobre 1860 tutti i beni delle opere pie vennero amministrati gratuitamente in ogni comune da una Congregazione di Carità, alla quale era rimessa anche la gestione dei monti frumentari.
Il 1 giugno 1864 il comune stipulò un contratto con la Cassa Ecclesiastica onde acquistare i beni urbani demaniali, tra cui il complesso di S.Francesco.
Nuovi provvedimenti furono presi a favore dell'istruzione pubblica. Nel 1861 giungeva in paese la prima maestra per le fanciulle, Letizia Conti. Alle prime due classi elementari istituite nel 1854 (quella di leggere e scrivere, ed aritmetica ed elementi grammaticali, e quella di grammatica, umanità e retorica) si aggiunsero nel 1874 le classi terza e quarta.
Nel 1867 sorse la Società Operaia di Mutuo Soccorso (dichiarata ente giuridico dal tribunale di Macerata il 5 novembre 1891), che nel 1878 giunse a contare ben 250 soci. La società diede vita ad un circolo di lettura e nel 1896 istituì un magazzino di consumo, ovvero una rivendita di generi alimentari che nel 1903 avrebbe assunto la denominazione di Società di Consumo “Il Riscatto”.
Moriva il 9 gennaio 1878 Vittorio Emanuele II, lo seguiva a solo un mese di distanza papa Pio IX.
Nell'ultimo ventennio del XIX secolo il paese visse un periodo di ripresa economica favorita dalla sensibile amministrazione del Cav. Nicola Marchesini, sindaco dal 1882 al 1912, e dal decisivo contributo dell'avv. Cesare Pallotta, che nel novembre 1889 venne eletto consigliere provinciale per Loro e le altre terre del Mandamento insieme al conte Morichelli di S.Ginesio.
Per citare alcuni degli avvenimenti più significativi di questi anni ricordiamo che nel 1884 il Cav. Luigi Cecchi fondò la Cassa di Risparmio e che nel 1885 si impiantò l'ufficio telegrafico e si istituì per opera del Dott. Pacifico Bonfranceschi la Casa di Riposo.
Era il tempo della Belle Epoque ed in tutta Europa impazzava il teatro d'operetta, che anche i loresi dimostrarono ben presto di saper apprezzare. Il 28 settembre 1884 Bartolomeo Tesei e Pietro Bianchedi misero in scena il vaudeville “La maestrina della scuola mista”, l'11 ottobre 1885 venne eseguito il melodramma “Anna Blondel” su libretto di Pietro Bianchedi ed il 3 ottobre 1886 la Società Filodrammatica “Paolo Ferrari” di Tolentino rappresentò “Una battaglia di dame”. Diversi libretti vennero stampati nelle due tipografie esistenti in paese di proprietà di Luigi Mattioli e di Luigi Cecchi.
I profondi mutamenti che si erano succeduti nel periodo postunitario avevano introdotto all'interno degli ordinamenti comunali una più tangibile partecipazione delle classi tradizionalmente escluse dalla vita politica. La popolazione, di 3365 abitanti nel 1864 e 3680 nel 1875, sullo scorcio del XIX secolo salì a 4000.
Paola Consolati
Fonti
Paola CONSOLATI, Fabrina MUCCI, Claudio NALLI, Loro Piceno, Giuffré, Milano 1998
Giovanni Cicconi, a cura di, Notizie storiche di Loro Piceno, Giuffré, Milano 1958
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