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In base alle Costituzioni Egidiane promulgate nel 1357, Loro venne incluso tra i 60 castelli che componevano il distretto dello stato fermano ed annoverato al 9° posto nell'elenco dei castelli maggiori oltre il Tenna. Il castello, riconosciuto come libero comune con ordinamento proprio, era controllato da un podestà eletto dal consiglio comunale di Fermo.

Dalla seconda metà del XIV secolo il comune lorese iniziò a riscattare i possedimenti che i signori da Mogliano avevano a Loro e che comprendevano, oltre alle abitazioni poste all'interno del cassero, terre nelle contrade Cerreta, Rancia, Leone e Fontepiana ed altre appartenenti alla antica grancia di Collalto (sul colle di Villamagna) dipendente dall'Abbazia di Fiastra. Tuttavia i signori da Mogliano continuarono a rivestire un ruolo di primo piano nelle vicende del castello lorese fino alla prima metà del XV secolo contrastando da un lato il controllo rivendicato da Fermo e dall'altro ritardando lo sviluppo istituzionale ed economico del comune.

Sin dal 1294 soldati loresi avevano combattuto a fianco dei fermani che contendevano a S.Ginesio il possesso del vicino castello dell'Appezzana. Le ostilità, che sembravano essersi concluse nel 1306 a seguito di una pace, ripresero nel 1377, quando i fermani tentarono di assediare S.Ginesio che era in guerra con i Varano.

Continuavano nel frattempo le azioni di rivolta con cui i signori di Mogliano tentavano di contrastare l'egemonia di Fermo sui castelli del contado. Il 27 maggio 1396 Federico, figlio di Ludovico di Mogliano, prese parte al saccheggio di Fermo insieme ai signori di Mogliano, Massa, Montefiore e Monterubbiano. Il 12 luglio dello stesso anno Bonifacio IX assolse Loro ed altri castelli dalle censure in cui erano incorsi per detta partecipazione.

Il 18 dicembre 1403 Loro riconfermava la propria obbedienza a Fermo, ma la tranquillità era ancora una meta lontana per il comune lorese, che di lì a poco sarebbe stato trascinato da Ludovico da Mogliano in un sanguinoso conflitto. Nel 1380 Ludovico aveva ospitato a Loro, come pure a Mogliano, gli esuli fermani che si erano ribellati al papa ed avevano appoggiato la tirannia di Rinaldo da Monteverde. Tornato in seguito all'obbedienza papale, egli divenne uno strenuo sostenitore di Ludovico Migliorati, che papa Alessandro V aveva nominato vicario di Fermo. Il primo ottobre 1407 il Migliorati, sostenuto dal conte di Carrara e da uomini di Loro e di Mogliano, sferrò un attacco alla città di Camerino, difesa dalle truppe di Ladislao, re di Napoli, che appoggiava a sua volta il deposto Gregorio XII. Il primo luglio 1409 le truppe del re di Napoli capitanate dai mercenari Martino da Faenza, Ciccolino da Perugia ed Angelo da Lavello detto il Tartaglia si accamparono sul fiume Fiastra tra S.Ginesio e Sant'Angelo; nello stesso giorno il Migliorati giunse a S.Angelo e costrinse i nemici a retrocedere per poi sconfiggerli il giorno seguente in una battaglia nei pressi di Loro. Il resto dell'esercito di re Ladislao, che si era accampato in territorio di Montecosaro, mosse alla volta del paese sotto la guida di Berardo di Rodolfo di Varano. Il 3 agosto i soldati del Varano penetrarono nel castello di Loro con l'aiuto di Fra Cecco dei Conventuali di S.Francesco. Duecento fanti al grido di Viva lo re fecero irruzione nella chiesa di S.Francesco scontrandosi contro la fiera resistenza dei loresi, che rimasero fedeli al Migliorati. Grazie all'intervento di uomini inviati da Ruggero di Montegiorgio i soldati del Varano furono espulsi dal castello e 14 di essi morirono. Tra il 13 ed il 14 agosto le truppe di re Ladislao, stanziate a Montecosaro, si accamparono tutt'intorno al castello lorese cingendolo d'assedio. La rocca, dove si era rifugiato con la famiglia un nipote di Ludovico da Mogliano, Gentile di Massio, fu conquistata dal Varano che, dopo aver costretto gli abitanti a prestare giuramento di fedeltà, vi lasciò un presidio di soldati ed un viceré.

Al Migliorati successe Francesco Sforza, nominato gonfaloniere della Chiesa, Rettore della Marca e vicario di Fermo, e quindi nel 1446 il legato della Marca Domenico Capranica. Tutti i castelli tornarono all'obbedienza della chiesa ad eccezione di Mogliano e Loro, che erano istigati da Taliano Furlano, capitano del duca di Milano. Fermo inviò degli ambasciatori dal papa Eugenio IV al fine di riconfermare il mero e misto impero che esercitava sui castelli del contado. Si erano nel frattempo uniti nella rivolta animata da Loro e Mogliano anche Montottone e Montesampietrangeli. Il papa delegò un cancelliere con ampio mandato per piegare i due castelli ribelli che finirono per rimettersi spontaneamente al dominio di Fermo.

Correva l'anno 1447 e la peste, come scrive l'anonimo degli Annali di Fermo, lavorava per tutta la provincia. Ai disagi arrecati dalle periodiche carestie che nella seconda metà del XV secolo imperversavano per tutto il fermano si aggiungevano le frequenti liti territoriali con i paesi confinanti, come quella sostenuta dal 1427 con i castelli di Ripe e di Tolentino.

Paola Consolati


Fonti

Paola CONSOLATI, Fabrina MUCCI, Claudio NALLI, Loro Piceno, Giuffré, Milano 1998

Giovanni Cicconi, a cura di, Notizie storiche di Loro Piceno, Giuffré, Milano 1958
 
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