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A Roma si affermò ben presto valente Canonista e sacerdote esemplare.
Conseguita la laurea in Diritto Civile e Canonico, col sapere e le virtù si guadagnò la stima di alti personaggi della Corte romana.
Col favore del Cardinale Decio Azzolino, fermano, potè entrare nell'Avvocatura rotale ed esercitarla con molto grido; patrocinatore particolare della Congregazione della S. Casa di Loreto.
Il Pontefice lo nominò Protonotario Apostolico.
Beneficò in vita e in morte la patria. Testimonio della sua generosità è tuttora la Chiesa di S. Giorgio che rinnovò del proprio, dotò di un altare di pietra di valore, di un quadro della Madonna del Suffragio, fondò una confraternita per la quale dettò egli stesso le Costituzioni.
Moriva in Roma l'anno 1715, lasciando parte de' suoi beni alla Confraternita anzidetta, demaniati sotto il governo napoleonico.
Al Collegio dei Piceni lasciava 50 luoghi de' Monti, oltre 2000 scudi in danaro, argenterie e oggetti preziosi.
Al Comune Lorese donò la sua Biblioteca e numerosi volumi manoscritti di carattere legale, concernenti la S. Casa e le sue cause, custoditi in Municipio.
La memoria di questo cittadino illustre, onore della patria, è conservata in Roma nella vecchia iscrizione in S. Salvatore in Lauro, sul sepolcro, riportata dal Golletti nell'opera "Le iscrizioni romane" ecc.
A Loro un'altra iscrizione si legge nella Chiesa di San Giorgio.
Fonte
Giovanni CICCONI (a cura di), Notizie storiche di Loro
Piceno, Giuffrè, Milano 1958
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